Lucca. A casa Puccini

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Lucca. A casa Puccini
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DURATA 1 giorno
USCITA AUTOSTRADALE Lucca Est
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Lucca. A casa Puccini
L’intera vita di Giacomo Puccini racchiusa in un pugno di chilometri da ripercorrere seguendo il filo delle passioni del musicista, con l’orecchio pronto a cogliere l’eco delle sue opere. Il centro di Lucca cullò il giovane Puccini: lo vide nascere nella casa che oggi ospita il museo a lui dedicato, che conserva ancora il pianoforte del Maestro, frequentare il conservatorio, vivere la città. Non meno importanti per il Maestro furono Torre del Lago e il lago di Massaciuccoli, luoghi-rifugio di Puccini, che soleva definirsi “ammalato di torrelaghite acuta”. Nella piccola frazione, una sosta al sepolcro della sua villa e una passeggiata sul lungolago sono mete irrinunciabili per chi miri a guardare oltre il musicista e a conoscere l’uomo.
“Manon Lescaut”, “La bohème”, “Tosca”, “Madama Butterfly”, “Turandot”: impossibile non emozionarsi al ricordo delle celebri arie d’opera pucciniane, capolavori della lirica di tutti i tempi. Proveniente da una “famiglia d’arte”, Giacomo Puccini nacque a Lucca nel 1858 nella casa di corte S. Lorenzo. Qui, ricevuti i primi insegnamenti dal padre, frequentò l’Istituto musicale Pacini prima come violinista, poi come compositore. Perfezionò i suoi studi presso il Conservatorio di Milano sotto la guida di Antonio Bazzini e Amilcare Ponchielli, cimentandosi con i suoi primi esperimenti operistici (“Le Villi”, pubblicato da Ricordi, e poi “Edgar” che conobbe tuttavia un clamoroso insuccesso). Il
primo vero trionfo fu, nel 1893, “Manon Lescaut”, seguito tre anni dopo dal successo internazionale de “La bohème”, che permise a Puccini e famiglia di vivere in condizioni agiate (risale a questi anni l’acquisto della villa di Torre del Lago, nella quale avrebbe poi trascorso in isolamento gli anni della guerra). Il nuovo secolo si apre con Tosca, seguita 4 anni dopo da “Madama Butterfly”, che decretò la fama universale e garantì la rappresentazione delle sue opere in tutti i maggiori teatri del mondo. La passione per le automobili e le case lo infuocarono fino alla morte. La fase finale della vita lo vide impegnato, nella nuova residenza di Viareggio, nella stesura dell’ultima, amatissima opera, “Turandot”, che però non vide mai la fine. Il compositore morì alla fine del 1924 a Bruxelles, città nella quale si era recato per sottoporsi a un intervento alla gola.
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